Nome: Eleonora Ruffo Giordani
è lo pseudonimo con cui scrivo.
JHWH
…e la mia poesia,libera, senza pretese, in questo breve percorso terreno, vive tra le Tue Braccia, Amore.
È canto mesto che dono al Tuo cuore: realtà della mia esistenza, Vita della mia vita, Signore del mio cuore.
Eleonora Ruffo Giordani
"Per me il vivere è Cristo"
Fil.1,2
Il mio migliore amico è Gesù.
"Vekaràta etshmò Yeshùa ki yoshìa etamò"
"Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così è piaciuto a Te".
"Tutto mi è stato dato dal Padre mio. Nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare”.
Gesù
(Olivia Hussey)
Maria di Nazaret
“Sono cristiana cattolica,terziaria carmelitana scalza:figlia spirituale di Teresa d’Avila e di Giovanni della Croce"(Consacrata laica alla Vergine Maria del Monte Carmelo).
Sono nata in una sera di
primavera. La Mamma
mi diceva sempre ch'ero
un miracolo vivente.Ero
destinata a morire prima
di nascere, invece vivo e
canto alla vita: mistero
meraviglioso che nonostante
i dolori che presenta merita
d'essere vissuta. La mia libertà
si chiama perdono, perché ha
spezzato le catene che mi
tenevano prigioniera in risentiti
ricordi che m'intristivano; perciò
nonostante il grigiore del mondo:
spero, vivo, canto e trasfiguro la
realtà della vita in poesia.
Utilizzo un linguaggio semplice,
spontaneo,rispecchia la mia
personalità ed esprime il mio
essere.Ho un fare molto schietto,
espansivo, amo la gioia,
la velocità prudente,la spensieratezza,
l'immediatezza,le fiabe e le favole,
amo tutto ciò che sa di bellezza e
di giustizia.Amo la Vita e l'Amore,
la bellezza,i sorrisi e la gioia, le
corse e tuffi nell'erba, bagnarmi
sotto la pioggia; la montagna e la campagna, scarabocchiare e forse anche un po'
disegnare. Amo la dolcezza
e la tenerezza e quel po' di
malinconia che ultimamente
accompagna la mia poesia
Cav.Antonio Gallotta
Dipinto a olio,tela del Prof. Avv. Gallotta
TERESA D'AVILA
Scrittrice e Poetessa
"Dottore della Chiesa"
Autografo della Santa
Niente ti turbi,
niente ti spaventi.
Tutto passa,
Dio non cambia.
La pazienza
ottiene tutto.
Chi ha Dio
ha tutto.
Dio solo basta.
Teresa di Gesù
Carmelitana scalza
GIOVANNI DELLA CROCE
Scrittore e Poeta
"Dottore della Chiesa"
Per innamorarsene, Dio non posa lo sguardo sulla grandezza dell'anima, ma sulla grandezza della sua umiltà. (S 24)
(Firma autografa di Giovanni della Croce)
Carmelitano scalzo
I miei libri spirituali
La Bibbia
“Scala del Paradiso" di san Giovanni Climaco.
"Ho toccato il fondo" Collana Spiritualità Carmelitana
“Ho cercato e ho trovato” di Carlo Carretto
“Deserto nella città” di Carlo Carretto
“Lettere dal deserto”di Carlo Carretto
“Opere” di Teresa d’Avila
“Opere” di Giovanni della Croce
“Opere” di Teresa di Lisieux
“L’imitazione di Cristo”
"L'Anima di ogni Apostolato" di G.B. Chautard
“Elevazioni a Dio” S.Agostino
Chiara Lubich
«… il tuo giorno, mio Dio,
verrò verso di Te…
e con il mio sogno più folle:
portarti il mondo fra le braccia»
“Che tutti siano uno”
(Gv 17,21)
(Chiara Lubich)
Daniel Dominique
Il Poeta dalla Penna di Cielo
(seguace di Chiara Lubich)
Esiste un vento nel vento
che non s’ode,
esiste una brezza impalpabile e soave
che s’insinua nelle fratture dei destini,
e non spezza la canna infranta
e non smorza il lucignolo vacillante.
Daniel Dominique
Tramonto
Soggiogato dal Visibile
infinite volte morii
prima che T’incontrassi.
Ora muoio per ciò che non vedo –
e vivo, libero,
del Tuo più intimo sorriso.
Daniel Dominique
MADRE TERESA DI CALCUTTA
Non importa quanto si dà
ma quanto amore si mette nel dare.
Il Cristo non ha mani:
ha solo le nostre mani
per fare il suo lavoro di oggi.
Il Cristo non ha piedi:
ha solo i nostri piedi
per guidare gli uomini sui suoi sentieri.
Il Cristo non ha labbra:
ha solo le nostre labbra:
per raccontare di sé agli uomini.
Noi siamo l’unica bibbia che i popoli leggono
[ancora]
Siamo l’ultimo messaggio di Dio
Scritto in opere e parole.
Il 12 febbraio 2003 il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi sul palco del “Pirandello” di Agrigento ha nominato Andrea Camilleri Grande Ufficiale della Repubblica Italiana,creatore del Commissario Montalbano.
Il pomeriggio dello stesso giorno, lo scrittore siciliano ha accolto il Presidente della Repubblica al Teatro Regina Margherita di Racalmuto. Nell’occasione Ciampi ha consegnato l’onorificenza di Cavaliere a Luca Zingaretti , l'attore che ha dato il volto al Commissario Montalbano
Questo blog ospita ogni ideale che non è contro la morale e l’etica. La Comunione fra gli Uomini è il sogno di Dio e l’ho sposato. In Dio non ci sono partiti politici,né divisioni religiose: ci sono Figli.La mia linea di condotta è l’Amore e l’Accoglienza,nell’Ascolto attento di ogni Voce che afferma Cose Buone. La Verità la possiede solo l’Amore che rigetta la retorica e l'ipocrisia.
Gesù non ebbe vie di mezzo, si schierò contro il sofismo e il perbenismo fu dalla parte dei deboli e prese le distanze dal potere che offende e denigra la Dignità dell'Uomo,perchè questo colpisce la Giustizia e la Verità.
(Opera dell'Esimio Artista A. Auletta)
A Voi che vi fermate a visitare il mio blog
offro fiori e sorrisi d'Anima
semplicità che amo
Agli Artisti che contribuiscono con le loro opere ad arricchire il mio Blog
Se dovessi dipingere la gioia, dopo il volto di Dio, la dipingerei col colore della Vostra Arte e con il calore della Vostra Amicizia.
Grazie di esistere!
Eleonora
Il sorriso di un bambino
è il nostro bene più prezioso
la consapevolezza di difenderlo
è la nostra arma più potente.
AIUTACI!
E’ più prezioso al cospetto del Signore un briciolo di puro amore che tutte le altre opere insieme
Giovanni della Croce
Il segreto del canto risiede tra la vibrazione della voce di chi canta e il battito del cuore di chi ascolta.
K. Gibran
« Il cinema racchiude in sé molte altre arti; così come ha caratteristiche proprie della letteratura, ugualmente ha connotati propri del teatro, un aspetto filosofico e attributi improntati alla pittura, alla scultura, alla musica. »
Akira Kurosawa
“Meglio essere odiati per ciò che siamo, che essere amati per la maschera che portiamo”
Molti anni fa, talmente tanti che abbiamo ormai dimenticato la data precisa, viveva in un paese del sud del Brasile un bambino di sette anni, di nome José. Aveva perduto i genitori molto presto ed era stato adottato da una zia avara che, malgrado avesse molto denaro, per il nipote non spendeva quasi nulla. José, che non aveva mai conosciuto il significato dell'amore, pensava che la vita fosse proprio così, e non se ne addolorava. Poiché vivevano in un quartiere di gente ricca, la zia obbligò il direttore della scuola ad accettare suo nipote, pagando solo un decimo della retta mensile e minacciando di protestare con il sindaco se non lo avesse fatto. Il direttore non ebbe scelta, ma ogni volta che poteva istruiva gli insegnanti ad umiliare José, sperando che il bambino si comportasse male e loro avessero un pretesto per espellerlo. José, tuttavia, che non aveva mai conosciuto l'amore, pensava che la vita fosse proprio così, e non se ne addolorava. Arrivò la notte di Natale. Tutti gli alunni furono obbligati ad assistere alla messa in una chiesa distante dall'abitato, giacché il parroco locale si trovava in ferie. Strada facendo, i bambini e le bambine parlavano di quello che avrebbero trovato nelle calze l'indomani mattina: vestiti alla moda, giocattoli costosi, dolciumi, skateboard e biciclette. Erano tutti ben vestiti, come sempre accade nei giorni speciali, tranne José che indossava sempre i suoi abiti malandati e i sandali consumati e piccoli per i suoi piedi (la zia glieli aveva comprati quando lui aveva quattro anni, dicendo che ne avrebbe ricevuto un altro paio solo quando avesse compiuto i dieci anni). Alcuni bambini gli domandarono perché fosse tanto miserabile e gli dissero che si vergognavano di avere un amico con degli abiti e delle scarpe così. Poiché José non conosceva l'amore, non si addolorava per quelle domande. Quando entrò in chiesa, tuttavia, udì l'organo suonare, vide le luci tutte accese e la gente vestita con quanto aveva di meglio, le famiglie riunite, i genitori che abbracciavano i figli, e José si sentì la più miserabile delle creature. Dopo la comunione, invece di tornare a casa con il gruppo, si sedette sulla soglia della cappella e cominciò a piangere: anche se non conosceva l'amore, ora capiva che cosa significava ritrovarsi da solo e derelitto, abbandonato da tutti. In quel momento, si accorse che accanto a sé c'era un bambino, scalzo, che sembrava altrettanto miserabile. Poiché non lo aveva visto prima, ne dedusse che doveva aver camminato molto per arrivare fin lì. Pensò: «Devono fargli molto male i piedi, a questo ragazzino. Gli darò uno dei miei sandali, così per lo meno allevierò metà della sua sofferenza». Perché, malgrado non conoscesse l'amore, José conosceva la sofferenza e non desiderava che altri provassero la stessa cosa. Lasciò al bambino uno dei sandali e tornò indietro con l'altro: se lo cambiava continuamente di piede, così da non ferirsi molto con le pietre della strada. Appena arrivò a casa, la zia vide che il nipote aveva perduto uno dei sandali e lo minacciò: se non fosse riuscito a recuperarlo entro il mattino seguente, sarebbe stato castigato severamente. José andò a letto impaurito, poiché conosceva i castighi che la zia gli dava di tanto in tanto. Tremò tutta la notte, a stento riuscì a conciliare il sonno, e quando stava quasi per riuscire ad addormentarsi, udì molte voci nel salotto. La zia irruppe nella sua camera, domandandogli che cosa era accaduto. Ancora intontito, José andò nella sala e vide che il sandalo che aveva lasciato al bambino era lì in mezzo alla stanza, sommerso da giocattoli di ogni tipo, biciclette, skateboard, abiti. I vicini gridavano, dicendo che i loro figli erano stati derubati, che non avevano trovato niente nelle loro calze quando si erano svegliati. Fu in quel momento che il prete della chiesa in cui avevano assistito alla messa comparve ansimante: sulla soglia della cappella era apparsa la statua di un Gesù Bambino vestito d'oro, ma con ai piedi un solo sandalo. Immediatamente, si fece silenzio: la comunità rese lodi a Dio e ai suoi miracoli, la zia scoppiò a piangere e chiese perdono. E il cuore di José fu pervaso dalla Gioia e dal significato dell'Amore.
Paulo Coelho
"Tu che prima con accanimento e mistificazioni mi critichi rendendomi la vita difficile e poi mi imiti, dov'è finita la tua coerenza?"
AMO
LA MUSICA QUASI TUTTA
NON AMO
LE BUGIE E LE MEZZE VERITA'
Rifuggo i topi di sacrestia, perché sono più pericolosi del maligno.
Provo repulsione per l’ipocrisia e per gli ipocriti.
L’ipocrita (uomo o donna) è un serial Killer che nessuna legge umana persegue.
Dio lo vomita!
Guai a voi ipocriti !...
CLICCARE- MATTEO 23
(Gesù)
..Dio esiste ed è là, alla portata della nostra limitata capacità di capire ..... l'amor che muove il sole e l'altre stelle.
(Giorgio Giovanni Lai)
Non arrenderti mai, perché quando pensi che sia tutto finito, è il momento in cui tutto ha inizio.
"L’arte dello scrivere è la religione. Il desiderio di esprimere il nostro pensiero e di capire il pensiero altrui è l’amore. E il tentativo di esprimere le verità che solo si intuiscono e le fa trovare a noi e agli altri. Per cui essere maestro, essere sacerdote, essere cristiano, essere artista e essere amante e essere amato sono in pratica la stessa cosa.
(Da Lettere di don Lorenzo Milani priore di Barbiana)
Vivere d'amore, quaggiù, è un darsi smisurato, senza chieder salario; senza far conti io mi dò, sicura come sono che quando s'ama non si fanno calcoli. Io ho dato tutto al Cuore divino che trabocca di tenerezza! e corro leggermente... Non ho più nulla, e la mia sola ricchezza è vivere d'amore.
(Santa Teresa di Lisieux, carmelitana scalza)
Papà
Una farfalla sul pullover
Una preghiera silente
Nel giardino della memoria
Riecheggia il Tuo passo
La Tua voce
mi chiama per nome
Ti ascolto: Padre mio!